La Densità Sezionale e la scelta del calibro da caccia

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La Densità Sezionale e la scelta del calibro da caccia

Messaggioda Silvio Biagini » 19 feb 2014, 21:08

Uno scambio di idee con un amico appassionato di balistica mi ha fatto riflettere su diversi aspetti che riguardano l’argomento in oggetto. E’ nota l’importanza della densità sezionale (SD) e la sua applicazione nella balistica esterna per il calcolo del coefficiente balistico (BC). Nell’argomento “calibro e passo di rigatura”, a pag. 2, è riportato un esempio di calcolo semplificato facendo ricorso all’equazione di Litz.
L’equazione di base è BC = SD / i dove:

- SD = M/d2 con “M” che indica la massa della pallottola in libbre o kg e “d” il diametro della pallottola al quadrato in inch o metri;

- i è il coefficiente di forma che è privo di unità di misura e si ricava con una specifica equazione.

E’ poco noto, o è noto ai più tecnici, che la densità sezionale entra, con il suo valore, in altre equazioni come il calcolo della Velocità limite necessaria per una palla per perforare la pelle oppure per conoscere la quantità di penetrazione nei tessuti biologici o in altri materiali. Equazioni, queste, frutto di ricerche fatte da medici forensi ed altri balistici.

È proprio sulla base di questi diversi studi, balistici e fisici, che occorre fare una distinzione per il calcolo della densità sezionale. Sfogliando i testi di balistica e le ricerche fatte da studiosi di medicina forense, troviamo, in genere, due approcci diversi.

Il primo, quello balistico, vede l’equazione nella forma sopracitata, ovvero SD = M/d2. Oltre a quanto sopra detto a riguardo del calcolo del BC, non dobbiamo dimenticare che i valori di peso e di diametro della pallottola (oltre alla sua lunghezza) entrano in gioco anche nella formula di Miller dovesi parla di stabilità. Lo utilizzano i balistici, come Litz, appunto.
Il secondo, quello fisico, di solito è legato alla balistica terminale, penetrazione tessuti, dove si applicano essenzialmente le equazioni della fisica (“energia cinetica viva residua” all’impatto dove, teoricamente la pallottola non è ancora deformata e “momento” durante il tramite dove può subentrare una deformazione in relazione alla tipologia della palla e diminuire di conseguenza la penetrazione). In questo caso il calcolo della densità sezionale viene fatto con il classico rapporto tra peso ed area della sezione. Lo utilizzano gli “studiosi” come i citati medici forensi.
Chiaramente i risultati con i due metodi di calcolo non sono perfettamente eguali.

Ma non è questo l’aspetto che vorrei sottolineare o almeno non è questo il contesto nel quale un simile distinguo ha una sua ragione. È l’aspetto balistico dell’applicazione del valore di SD all’attività venatoria che, invece, vorrei evidenziare.
Ho osservato, nel forum, che molto spesso vengono poste domande su quale calibro, quale pallottola, quale peso e quale tipo possono essere impiegate per un determinato tipo di caccia. Oppure “studi” molto personali sull’impiego di certi calibri per certe tipologie di selvaggina (come il .223 Rem per la caccia al cinghiale utilizzato da qualche amico).

Credo che un cenno ad un semplice calcolo possa essere di aiuto non solo per aiutare ad individuare o, quanto meno, restringere il campo di ricerca su di un determinato calibro e peso di palla per uno specifico selvatico ma soprattutto per evitare lunghi e costosi tentativi di individuazione della corretta munizione sprecando munizioni e logorando preziosi fucili (con i tempi che corrono devono durare a lungo) o anche per evitare di farsi appioppare i fondi di magazzino dal solito “venditore di armi e munizioni senza scrupoli”.

In che cosa consiste il calcolo da fare? Semplicemente nel calcolare il valore di SD della munizione che intendiamo utilizzare.
Gli americani, di solito molto pragmatici, senza ricorrere alle formule più o meno complesse dei vari professional hunter e simili, hanno stabilito una classifica della tipologia di selvaggina in relazione alla taglia e precisamente “piccola”, “media”, “grande pelle morbida” e “grande pelle dura”. A queste “taglie” (pesi e/o tipi di selvatici utilizzati come guida da Federal e Hornady, la Winchester ne segue una simile con CXP 1, 2, 3 e 4 dove indica con il disegnino il tipo di selvatico interessato, sistema simile anche a quello della RWS) corrispondono i valori delle relative densità sezionali minime idonee per l’abbattimento. Ovvero .180 per la prima, .200 – .230 per la seconda, .270 – .280 per la terza e oltre .300 per l’ultima (in fondo all’argomento anche i pesi indicativi e la tipologia di selvatici per ogni classe).
Pertanto, se non troviamo la munizione con “l’animaletto” indicato nei cataloghi o con il CXP specifico, possiamo valutare lo stesso se quella che intendiamo utilizzare è idonea o meno alla nostra ambita preda. Basta calcolarsi, appunto, il valore di SD.

Facciamo un banale esempio.
Prendiamo sempre il solito cinghiale tosto da almeno 120kg, quindi preda di taglia media (anche se con pelle dura, almeno nell’avantreno). Prendiamo una cartuccia 30.06 con palla da 180gr. Inseriamo i valori, in forma imperiale (misure anglossassoni). Pertanto , l’equazione :

SD = M/d2 = peso in libbre / calibro inch2 ,
che può essere scritta anche
(1) peso in grani / 7000 / calibro inch2
oppure
(2) peso in grani / (7000 x calibro inch2)

applicando la (1), abbiamo 180gr / 7000 / 0,09486
e otteniamo 0,271,
il valore da confrontare con i valori limite indicati per i vari tipi di selvaggina. Dal confronto emerge che la nostra palla da 180gr è leggermente esuberante per la taglia “media” e sufficiente per la “taglia grande pelle morbida”, pertanto con una certa approssimazione può andare bene per il nostro ungulato “taglia media pelle un po' dura”.
Il calcolo dell’esempio è fatto a misura, per un semiauto in 30.06 che va bene per la girata. In appostamento al suide è imposto il bolt action. Proviamo a vedere se con un 6,5x55 con palle da 140 è idoneo all’obiettivo.

SD = 140gr / 7000 / 0.2642 = 0,287
(anche applicando l’equazione (2), 140gr / (7000 x 0.2642), ottengo 0,287 )
Sembra proprio che questo calibro sia più che sufficiente.

Visto che ci siamo, vediamo, invece, cosa si potrebbe fare con delle .223 Rem da 69gr
SD = 69gr / 7000 / 0.2242 = 0,196…siamo un po’ bassini.

Questa serie di esempi ci porta ad osservare che aumentando il valore di densità sezionale aumenta anche la profondità di penetrazione. Quindi facendo una classifica il 6,5x55 penetra più del 30.06 e, per ultimo, arriva il .223. C’è una differenza sostanziale, però, tra i vari calibri che fa testo ed è l’area frontale di impatto importante per la cessione dell’energia nel tramite. In altre parole, il 30.06 penetra meno ma ha un canale di penetrazione permanente più largo. Il .223, poverino, lo lasciamo per le volpi (adesso il mio amico Sniper 338 insorge).

Ricordandoci che è fondamentale nella caccia cercare di ottenere la fuoriuscita della palla al fine di favorire il sanguinamento per una eventuale ricerca con il cane da traccia, può sorgere il dubbio che il 6,5x55 potrebbe garantire questo risultato al contrario del 30.06. Come fare ad aumentare la penetrazione del 30.06? Semplice, per avere la stessa profondità di penetrazione (basandoci sul valore di SD) se si aumenta il calibro, rispetto ad uno inferiore, si deve aumentare il peso di palla.

Infatti, se con il 30.06 volessi avere lo stesso SD del 6,5x55 dovrei portare il peso di palla almeno a 191gr
SD = 191gr / 7000 / 0.3082 = 0,287.

Comunque, tutte le cose semplici, genericamente nella balistica, sono tali fintanto che non entrano in gioco diversi parametri. Come ho più volte sottolineato, in balistica terminale la certezza delle equazioni finisce al momento dell’impatto. Dopo entrano in gioco una serie di variabili quasi sempre imponderabili. Prima fra tutti la tipologia di palla utilizzata che, secondo la velocità residua della stessa e l’angolo di impatto, può “reagire” in modi diversi e a seguire l’elasticità della pelle, le differenze di peso specifico dei tessuti incontrati nel tramite, la vitalità del capo ed altre ancora. Quindi lo studio del calibro e del peso tramite il valore di SD in relazione alla quattro “classi” di selvatici può essere un valido ausilio se letto in sinergia con le caratteristiche della pallottola che si intende utilizzare.

Per concludere con questo argomento, dai soliti articoli USA, ho tratto una serie di calcoli già fatti che penso possano essere di aiuto a chi intende confrontarsi con la densità sezionale “per uso caccia”. Ogni tabella è preceduta dal significato di “classe” o CXP ed ha un commento sulla tipologia di pallottole più idonee.

1^ classe, piccola o CXP1 (Controlled eXpansion Performance), valore .180. E’compresa la piccola selvaggina,predatori, nocivi, di peso pari o inferiore ai 22 chili. Per questa selvaggina è necessaria una pallottola che si espande o si frammenta molto rapidamente:
.224" (5.56mm) 55 grain, SD .157
.224" (5.56mm) 60 grain, SD .171
.224" (5.56mm) 68 grain, SD .194
.243" (.24) 58 grain, SD .140
.243" (.24) 80 grain, SD .194
.257" (.25) 87 grain, SD .188
Aggiungo un commento del giornalista USA che ha redatto questa tabella. “…..questi valori dimostrano anche come nessuna di queste pallottole, a prescindere dalla velocità alla quale possono essere spinte, possa essere utilizzata per sparare a ungulati di taglia media.…Le munizioni indicate per questa classe dovrebbero avere pallottole del tipo Hornady V-Max, Remington Power-Lokt, Sierra Varminter, Sierra BlitzKing e Speer TNT “.

2^ classe, media o CXP2, valore .200 – .230. Si tratta di selvatici di struttura medio piccola con pelle relativamente sottile, ossatura e muscolatura non particolarmente dura. Include caprioli, daini, piccole antilopi, mufloni, stambecchi , camosci e simili. Gli americani considerano anche l’orso nero. Il peso di questi capi può variare dai 23 ai 136 chili:
.243" (6mm) 95 grain, SD .230
.243" (6mm) 100 grain, SD .242
.257" (.25) 100 grain, SD .216
.257" (.25) 115 grain, SD .249
.264" (6.5mm) 120 grain, SD .247
.277" (.270) 130 grain, SD .242
.284" (7mm) 140 grain, SD .248
.308" (7.62mm) 150 grain, SD .226
.312" (.303) 150 grain, SD .220
.323" (8mm) 170 grain, SD .233
.338" (.338) 180 grain, SD .225
.358" (.35) 200 grain, SD .223
Sempre il commento USA “…dalla tabella si evince che tutte le munizioni indicate hanno una densità sezionale superiore a .215 e la media è intorno a .230. Per questa classe gli USA (in particolare Winchester Ammunition Guide) suggeriscono pallottole ad espansione controllata come Federal Hi-Shok, Hornady Interlock, Nosler Ballistic Tip, Remington Core-Lokt, Sierra Pro-Hunter e GameKing, Speer Hot-Cor, Swift Sirocco eWinchester Power Point…”

3^ Classe, taglia grande pelle morbida o CXP3, valore .270 -.280. Selvatici di grande struttura rispetto alla precedente con pelle più spessa, tessuto muscolare più resistente e ossa grandi con pesi compresi tra i 136 ed i 540 chili. Quindi grossi selvatici europei (cervi, alci, bisonti, orsi bruni),americani ed africani. Grizzly compresi:
.264" (6.5mm) 140 grain, SD .287
.277" (.270) 140 grain, SD .261
.277" (.270) 150 grain, SD .279
.284" (7mm) 150 grain, SD .266
.284" (7mm) 154 grain, SD .273
.284" (7mm) 160 grain, SD .283
.308" (7.62mm) 180 grain, SD .271
.312" (.303) 180 grain, SD .266
.323" (8mm) 200 grain, SD .274
.338" (.338) 225 grain, SD .281
.358" (.35) 250 grain, SD .279
.366" (9.3mm) 250 grain, SD .267
.366" (9.3mm) 270 grain, SD .288
.375" (.375) 270 grain, SD .274
.458" (.45) 400 grain, SD .272
Ancora un commento “…le pallottole hanno una SD superiore a .260 e molte superano il .270. Le pallottole devono essere progettate per avere una profonda capacità di penetrazione nel corpo del selvatico con espansione ritardata e controllata. Sono indicate Barnes X-Bullet, Nosler Partition, Hornady InterBond, Remington Core-Lokt Ultra, Swift A-Frame, Federal Trophy Bonded Bear Claw, Speer Grand Slam, Winchester Fail Safe e Partition Gold, e Woodleigh Weldcore. Nel calibro appropriato si sono rivelate molto soddisfacenti per parecchi anni le Remington Core-Lokt e le Winchester Silvertip (quelle con punta in alluminio non più in produzione, ndr)…”

4^ classe, taglia grande pelle dura o CXP4, valore oltre .300. In questa classe rientrano essenzialmente i grossi selvatici africani come il bufalo del capo, il rinoceronte, l’elefante oltre ad altri capi “pesanti” come il bufalo d’acqua asiatico e il bisonte americano. Questi capi possono oscillare, come peso tra i 454 ed i 5440 chili (elefante africano):
.264" (6.5mm) 160 grain, SD .328
.284" (7mm) 175 grain, SD .310
.308" (7.62mm) 220 grain, SD .331
.312" (.303) 215 grain, SD .316
.323" (8mm) 220 grain, SD .301
.338" (.338) 250 grain, SD .313
.366" (9.3mm) 286 grain, SD .305
.375" (.375) 300 grain, SD .305
.416" (.416) 400 grain, SD .330
.458" (.45) 500 grain, SD .341
Prima di passare alla nota USA, vorrei evidenziare il fatto che anche con gli “animali pesanti” sono stati mantenuti calibri che possono definirsi “modesti”, se non addirittura “inefficaci”, verso questa tipologia di selvatici e,in parte, anche con la precedente. Sicuramente in questa classe dubito che ci sia qualcuno che voglia avvicinarsi ad un bufalo armato con un 6,5x55 con palla da 160gr (forse… qualcuno lo conosco). E’anche vero, però, che in Nord Europa cacciano l’alce con questo calibro e che nell’Europa Centrale (questo l’ho constatato di persona) utilizzano i vecchi Mauser o Zastava in 8x57 per abbattere gli orsi. L’elenco di questi “piccoli calibri” è più che altro utile per far comprendere come il valore di SD possa rendere versatili anche questi calibri se dotati del giusto peso di palla. Per questa classe la nota ci dice “….sono raccomandati calibri dal 9.3mm o.375 a salire. Le pallottole espansive per questi animali devono possedere una struttura particolarmente solida come le A-Square Dead Tough, Barnes X-Bullet, Fail Safe, Trophy Bonded Bear Claw, e Weldcore. Palle monolitiche (non espansive) progettate per la massima penetrazione dovrebbero essere la scelta tradizionale per questa classe di selvatici africani…”
Un cordiale saluto, Silvio
Silvio Biagini
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