Ciao a tutti,
in un documento che ho letto, non ricordo quale né dove, era descritta una procedura da seguire per pervenire alla ricarica ideale (la munizione più precisa per una data arma) procedendo per esclusione delle ricariche meno precise.
Questa la procedura (vado a memoria):
Venivano individuate 2 parametri da far varia: dose di polvere e FB.
Si esemplificava al caso di una ricarica per .308 e si fissavano 3 dosi di polvere, che differivano di 0,5 grani, e 3 misure di FB, che differivano di 0,5 mm. Supponiamo: 42,5 - 43,0 - 43,5 grani di polvere e 0,5 - 1,0 - 1,5 mm di FB.
Si spiegava di preparare 9 ricariche, per gruppi di 3 con dose di polvere rispettivamente di 42,5 - 43,0 - 43,5 grani, con FB fissato alla misura intermedia, nel nostro caso 1,0 mm.
Si provavano le 9 munizioni eseguendo 3 rosate per ciascun tipo. Si sceglieva la rosata migliore e la relativa ricarica in quanto a dose di polvere (supponiamo 43,5 grani di polvere).
Fissata la dose di polvere, si predisponevano 6 ricariche con quella dose, per gruppi di 3 con FB rispettivamente da 0,5 e 1,5 mm (la ricarica con la dose fissata e 1,0 mm di FB l’avevamo già provata ed avevamo la relativa rosata).
Si sceglieva la rosata migliore e quindi la relativa ricarica in quanto a FB (supponiamo 0,5 mm di FB).
Si era così pervenuti alla ricarica cercata: dose 43,5 grani e FB 0,5 mm.
In effetti, se ben ricordo, c’era un passaggio intermedio circa la dose di polvere nel quale, fissata la dose di massima (i 43,5 grani del nostro esempio), si studiavano anche dosi intermedie (per esempio che differivano di 1 decimo di grano l’una dall’altra).
Diamo per buona, cioè per scientifica (e in effetti credo che lo sia), la procedura sopra descritta (l’unico dubbio che mi assale è come abbia fatto l’autore del documento a stabilire che: per prima cosa occorreva variare la dose e poi, fissata la dose, variare il FB).
Ora, leggendo e rileggendo (anche qui sul forum) mi pare di aver capito che le variabili che determinano la ricarica ideale (la più precisa) sono almeno 6: innesco, progressività polvere, dose polvere, palla (e qui occorrerebbe distinguere tra lunghezza/peso/forma ma, per semplificare, ci occuperemo soltanto del peso), tensione colletto, FB.
In questo caso (che poi è il caso realtà fisica) è ancora pensabile riuscire a determinare una procedura scientifica che, per esclusione, ci consenta di pervenire alla ricarica più precisa?
Facciamo l’esempio di voler stabilire la migliore ricarica per un tiro a 300 metri per un data arma. Sono quindi fissati a priori: lunghezza canna, tipo e passo di rigatura, calibro e tutti gli altri parametri (se ce ne sono, e parlo di quelli sostanziali, non le astruserie più pazzesche) che potrebbero influenzare il tiro. Ovviamente escludiamo dallo studio dilatazioni camera di cartuccia e canna, ecc. e poi tutte le incognite oltre la volata (vento, ecc.).
Ammesso che tale procedura sia determinabile (e qui, insisto, vorrei sapere come si fa a stabilire l’ordine col quale in parametri vanno fatti variare, nel senso cosa prima e cosa dopo) se, per semplificare, eliminiamo la variabile tensione del colletto e facciamo variare i rimanenti 5 parametri, lavorando per esempio solo su 2 tipi di innesco, 2 tipi di polvere diverse per progressività, 3 dosi di polvere, 3 pesi di palla, 3 misure di FB, otteniamo (credo) 2x2x3x3x3=108 diverse combinazioni!!!. E quindi, per rosate di 3 colpi, dovremmo predisporre (se ho calcolato bene) 108x3=324 munizioni e scegliere fra 108 rosate!!! (Per inciso, 3 dosi di polvere sono troppo poche, perché più verosimilmente dovremo lavorare sui decimi di grano)
Non me ne vogliano i matematici se ho sbagliato nei calcoli, ma la sostanza resta tutta.
O forse ho sbagliato tutta l’impostazione?!
Aggiungo infine che, dal mio punto di vista, tutto l’argomento non è una menata, nel senso che la possibilità o meno di pervenire ad una procedura scientifica per questo scopo è di fondamentale importanza.
Feynman
