Buon giorno a tutti, premetto subito che non è mia intenzione attaccare qualcuno del forum, ma vorrei fare solo uno sfogo personale. Io caccio esclusivamente con il cane da ferma tutta quella selvaggina che si fa fermare dal cane, dalla stanziale alla migratoria. Alcuni anni fa ogni tanto, lasciavo il cane e prendevo il falco ( non "il falco, amico di Roma")per andare a lodole, di buon'ora piazzavo lo zimbello sul palo e in trepida attesa aspettavo lodole, prispole e prispoloni (quando erano permessi), usavo il fischietto apposito e in capo alla giornata mi ero fatto l'arrostino per il Natale. Da quando sono arrivati i richiami elettronici ho smesso. Una mattina di ottobre circondato da effetti stereofonici non ho sparato un colpo mentre i miei colleghi tecnologici ridevano (forse) alle mie spalle, mentre smontavo il capanno pensai che la mia epoca era tramontata. Da allora, il falco, la civetta e tutto le stampe che usavo per la caccia al prato sono state messe in pensione ha raccogliere polvere, anche questa poesia legata alla caccia è giunta al termine e per farla rivivere tocca a tutti noi, utilizziamo la tecnologia stereofonica a casa per imparare ad imitare il verso degli animali, i richiami elettronici lasciamoli a casa, credetemi, e lo dico specialmente ai giovani, richiamare la selvaggina a bocca o con fischietti è una esperienza unica. Scusatemi lo sfogo, ma se non facciamo qualcosa per far tornare la poesia e il romanticismo nelle nostre albe, per noi è veramente la fine.
Saluti Andrea
