ISPRA NEGA DEROGHE. RICORSO AL TAR DI REGIONE E FIDC TOSCANA
da NEWS CACCIA (http://www.bighunter.it)
giovedì 19 maggio 2011
Ricorrono al Tar del Lazio Regione e Federcaccia Toscana, dopo l’ennesimo, clamoroso scivolone di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l’organismo tecnico vigilato dal Ministero per l’Ambiente che dovrebbe supportare con le proprie competenze e ricerche il lavoro di governo del territorio e della fauna selvatica.
I FATTI
Regione Toscana chiede all’Ispra un parere per poter poi decidere sul prelievo in deroga del fringuello; l’Ispra dice di non avere i dati, sostiene che questi andrebbero reperiti su scala europea ma che questo è tecnicamente impossibile. Non ha i dati, ma emette lo stesso un parere (politico a questo punto, visto l’assenza dei numeri) sul prelievo in deroga: “ovviamente” negativo. Secondo Federcaccia Toscana, che dà la notizia "varrebbe la pena citare per intero i titoli che raccontano l’oggetto del ricorso, perché il comportamento di Ispra riesce in un solo colpo a disattendere capisaldi della normativa europea, nazionale, regionale e giù giù fino alle intese della Conferenza Stato-Regioni".
“Il ruolo dell’ISPRA in materia – ricorda il Presidente di Federcaccia Toscana Periccioli - è espressamente stabilito dalle normative vigenti e consiste nel rilascio del relativo parere tecnico su istanza delle Regioni che intendano procedere con la deroga. L’ISPRA, nella circostanza oggetto del ricorso, ha omesso di provvedere a quanto dovuto, motivando con la stupefacente circostanza che i dati non ci sono e non ci possono essere. Eppure L’UE ha già chiarito a suo tempo che è responsabilità degli Stati membri operare ‘sulla base delle migliori informazioni disponibili’. Informazioni che è compito dell’Ispra raccogliere”.
"Insomma, l’ISPRA - continua la nota di Federcaccia Toscana - che è tenuto a rendere il parere obbligatorio e all’occorrenza determinare il metodo per definire consistenze e quantità prelevabili, non sembra curarsi poi troppo della missione attribuitagli dalla legge, finendo con l’invadere campi altrui con pareri poco tecnici e assai ‘politici’. Tale appare quello di segno negativo, destinato a causare di fatto la “ paralisi dell’azione amministrativa regionale” come si legge nel ricorso della Regione Toscana, che aggiunge: “Il parere (negativo) che si impugna è stato emanato in assenza di qualsiasi istruttoria scientifica da parte dell’ISPRA che si è limitato a affermare l’impossibilità di emanare un parere in assenza dei dati attualmente disponibili a livello europeo. Tale impossibilità non viene in alcun modo dimostrata e comunque non è stato dato neppure atto del perché non utilizzare il criterio prudenziale che si ricava dalla Guida interpretativa” (della Direttiva Comunitaria).
segue
ANIMALISTI ALLA REGIONE TOSCANA: RITIRI IL RICORSO CONTRO L'ISPRA
da NEWS CACCIA (http://www.bighunter.it)
mercoledì 25 maggio 2011
In una dichiarazione congiunta le associazioni ambientaliste Amici della Terra, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, No alla Caccia e Wwf Italia chiedono alla Toscana un passo indietro sul ricorso presentato al Tar del Lazio contro il parere dell'Ispra, considerando il gesto un atto senza precedenti. Il parere non favorevole dell’ISPRA circa la richiesta della Regione Toscana sulla caccia in deroga al fringuello, secondo le associazioni "si basa su solidissime motivazioni chieste proprio dalla Commissione Europea, che in assenza di dati scientifici attendibili (principio precauzionale) impone di non autorizzare alcuna deroga”.
“ La risposta “piccata” proposta dagli uffici caccia della regione con il ricorso al Tar – secondo gli animalisti - è figlia dei peggiori fautori di caccia selvaggia ed è distante anni luce da un’amministrazione regionale con la storia di attenzione al territorio e ai beni comuni quale è la Toscana.”
ed ancora.....
SALVADORI: "LA REGIONE HA DIRITTO DI CONOSCERE LA CONSISTENZA DELLA SPECIE"
da NEWS CACCIA (http://www.bighunter.it)
mercoledì 25 maggio 2011
“Nessuno in Toscana, tantomeno la Regione, sta invocando la caccia selvaggia, ma crediamo che sia pieno diritto di un ente pubblico, come la Regione, conoscere la consistenza di una specie. Questo è quello che abbiamo chiesto”. E' la perentoria risposta dell'assessore regionale all'Agricoltura, Gianni Salvadori, alle polemiche scatenate dalle associazioni ambientaliste in merito al ricorso al Tar contro l'Ispra, che ha negato la deroga al fringuello senza fornire i dati relativi alla specie. Compito disatteso dell'Ispra, ricorda l'assessore, è quello di esprimersi proprio sulla consistenza numerica della specie oggetto della richiesta di caccia in deroga, (per altro avanzata dalla Regione nei modi e nei tempi previsti) e sulla cosiddetta “piccola quantità” prelevabile come da Direttiva dell’Unione Europea, nella parte che riguarda la caccia tradizionale agli uccelli.
"Ma questo – rileva Salvadori – non significa affatto che la Regione abbia intenzione di strappare la caccia in deroga ai piccoli passeriformi". Lo dimostrano i fatti – aggiunge – tanto che negli ultimi sei anni la deroga al fringuello non è stata applicata in Toscana, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni d’Italia”. “La Regione - torna a ribadire l'Assessore Salvadori - ha il pieno diritto di conoscere la consistenza della specie, così come l’Ispra ha il dovere di esprimere i pareri tecnico scientifici richiesti dalle regioni. “Fino al 2005 – ricorda l’assessore regionale – l’Ispra rispondeva alle Regioni che ne facevano richiesta fornendo la cosiddetta “piccola quantità” della specie fringuello e dichiarava prelevabili in Italia un certo numero di questi, peraltro abbondanti, migratori. E dato l’ottimo stato di conservazione della specie, la quantità che veniva prelevata è sempre stata compatibile con la conservazione della specie”.
Poi c’è stato un cambio di linea dell’ISPRA. “Dopo il 2005 - spiega Salvadori - l’istituto ha deciso di interrompere la sua funzione di consulenza a seguito di una pronuncia della Commissione Europea in merito al metodo di calcolo adottato dall’Istituto stesso. Pertanto l’Ispra non ha più fornito i dati sulla piccola quantità alle Regioni richiedenti. Ma è la stessa Comunità Europea a ribadire che questo compito deve essere svolto, quando afferma che “è responsabilità dello Stato membro determinare la piccola quantità sulla base delle migliori informazioni disponibili”, consentendo quindi metodi alternativi di calcolo rispetto a quelli adottati in passato da ISPRA”.
“La Toscana ha perciò deciso – conclude Salvadori – di ricorrere al TAR chiedendo l’annullamento del parere dell’ISPRA. Non vedo – ribadisce l’assessore regionale – perchè la Regione non debba conoscere la consistenza di questa specie e confermo che nessuno in Toscana sta invocando la caccia selvaggia. L’ampia maggioranza con la quale è stata approvata la nuova legge regionale in materia venatoria è la testimonianza del largo coinvolgimento di tutta la società civile. Tanta demagogia in casi come questo si potrebbero evitare”.
Almeno per una volta qualcuno ha dimostrato di avere le palle!!!!!
a voi i commenti
