Parlando l'altro giorno con Antonio su alcuni componenti di ricarica, il discorso è andato su di un fenomeno che alcune volte avviene nelle cartucce da carabina e che vi riporto con le sue parole:
La polvere nel bossolo si può disporre orizzontalmente, allo sparo l'innesco accende solo lo strato superficiale della polvere che ha a disposizione parecchia camera a polvere libera, quindi ossigeno, ma la polvere accesa e sufficiente a lanciare la palla in cann,a ma con poca forza, per cui la palla in canna rallenta fin quasi a fermarsi, l'onda di riflesso, avendo già bruciato l'ossigeno, incendia la restante parte di polvere, innescando una nuova combustione che non avendo ossigeno a disposizione nel tratto fino alla palla si comporta come una carica fortemente compressa, dando luogo al bang esplosivo.
Questa interessante analisi del fenomeno mi ha fatto sorgere il dubbio che ciò che noi definiamo fuoco lungo non sia invece solo una combustione lenta della polvere e che invece il vero fuoco lungo avviene esattamente come l'ha spiegato Antonio.
Molte volte quando vado a sparare al banco cartucce caricate con inneschi al fulminato la combustione della polvere avviene in tempi lunghissimi che arrivano in alcuni casi anche a 5-6 millisecondi per il picco pressorio, però il picco è sempre molto basso e raramente supera i 300 bar, che è certamente una pressione insufficiente a far esplodere o deformare la canna, anche se in un punto dove è sottile.
Molto probabilmente ciò che erroneamente chiamiamo un fuoco lungo è in effetti solo una combustione ritardata e il vero fuoco lungo invece si verifica in quei casi in cui, a causa di una camera a volume costante, o a un buscione conico (forse questo è il motivo della loro scomparsa), si verifica il problema descritto da Antonio.
Cosa ne pensate?
