Avancarica...
Ciao a tutti. Pubblico qui in quanto non vedo altre sezioni adatte...
Avancarica…
Sollecitato da alcuni accenni tratti qua e la mi accingo a dare delle indicazioni terra-terra, giusto per saggiare una eventuale scintilla (mo ci vuole…) di interesse verso questo argomento.
Incominciamo a dire che il tiro e la caccia con le armi ad avancarica non sono affatto deceduti, sono solo appannaggio di un (sparuto??? Non credo…) gruppo di persone che traggono divertimento dall’usare metodi ormai inusuali che si avvicinano più ad un rito che ad operazioni di ricarica.
Non è come “imbottigliare” munizioni ma si avvicina quasi più all’alchimia.
Incominciamo dalle armi. Premesso che non consiglio a nessuno di usare armi d’epoca in quanto non riuniscono più i requisiti di sicurezza necessari e perché sarebbe un delitto sottoporre al rischio di distruzione un reparto storico. Oggi esistono più che ottime repliche di armi antiche molto ma molto più sicure degli originali. Sono costruite quasi esclusivamente in Italia, paese, il nostro, che gode del quasi monopolio di tale tipo di armi. Anche gli americani, in questo campo, si riforniscono da noi. L’acquisto e la detenzione di tali armi, se monocolpo, non hanno particolari formalità se non l’essere maggiorenni e l’esibizione di un documento d’identità al venditore. Non vanno denunciate e non vi è limite alla detenzione, sempre se monocolpo.
Esse sono di tre tipologie, a miccia in cui la polvere viene accesa da una vera e propria miccia montata su un cane a serpentina (è il tipo più arcaico), a pietra focaia dove l’accensione della polvere avviene per mezzo delle scintille provocate da una pietra focaia ed a percussione o a capsula (a “trubettu” qui da noi…), quelle più vicine alla nostra epoca. In queste si usa una capsuletta a forma di bicchiere (con sul fondo una miscela innescante) posta su un luminello e che viene schiacciata dal cane. E’ inutile negare che la pratica più “amichevole” è quella a percussione.
Diverso il discorso della Polvere Nera, unico propellente da usare in queste armi, assolutamente niente polveri infumi. Innanzi tutto è un vero esplosivo a differenza delle polveri senza fumo che solitamente usiamo e che bruciano in maniera variamente veloce. Provate ad accendere un piccolo mucchietto di PN ed una identica quantità di una qualsiasi polvere infume, vi renderete conto subito della differenza. Consiglio tuttavia di tenersi abbastanza lontani…
E’ una miscela di tre componenti in varie percentuali ovvero carbone, salnitro e zolfo, è fortemente igroscopica e, fondamentalmente, ha 4 graniture denominate “Fg”, “FFg”, “FFFg” e da ultimo “FFFFg” partendo dalla più grossa alla più fine. In verità esiste anche la “FFFFFg” ma è praticamente introvabile e sostituita dalla “FFFFg”. Ogni granitura ha un uso, in particolare quella più fine serve per innescare i bacinetti (lo scodellino dove vanno a finire le scintille generate dalla pietra focaia), quelle intermedie si usano nei fucili da caccia a piombo spezzato e nelle armi corte, quelle più grossolane nei grossi calibri lisci o rigati, intendendo per grossi quelli a partire dal .50. E’ necessario il P.A. per acquistarla e non pensate minimamente di farla in casa, è altissimamente rischioso.
Le palle che si usano sono “ESCLUSIVAMENTE” in piombo, niente lega, niente induritori. Ciò perche la loro base, sotto l’azione dei gas sviluppati dalla combustione della PN, deve potersi espandere e quindi aderire alla rigatura e prendere il movimento rotatorio. La palla deve essere ingrassata con le più ignobili misture dettate dalla fantasia ma il cui scopo, principalmente, è di lasciare morbide le abbondanti fecce generate dalla combustione della PN. E se uso una canna liscia? La palla deve essere lo stesso il piombo. I pallini vanno separati dalla carica di polvere con una borretta o con del semolino e sopra i pallini va messo un ulteriore cartoncino per non farli cadere.
Le palle sferiche, usabili soprattutto nelle canne lisce, sono calate in canna avvolte in una pezzuola ingrassata (alcuni la mettono in bocca e la masticano…che schifo!!!) che ha anche la funzione di far aderire la palla alla canna mentre le palle ogivali (tipo Miniè) non necessitano di pezzuola in quanto appena appena sotto calibrate rispetto al calibro. Anche con queste la PN va separata con un po di semolino, usualmente nella stessa quantità della PN.
Il tiro è diverso rispetto a quello che facciamo normalmente. Infatti tra lo schiacciamento della capsula de parte del cane e la partenza del colpo passa un tempuscolo non eccessivo ma apprezzabile e qui sta la bravura del tiratore, restare nella giusta punteria in questo lasso di tempo. Seguirà una grande fumata bianca, tanto da oscurare la vista del bersaglio, ed una gran puzza di zolfo che per me è profumo. Il rinculo alla spalla appare quasi più come una vigorosa spinta che un calcio di mulo.
La destinazione di questo sistema è naturalmente il tiro e la caccia. Per il tiro le finalità sono le stesse di quello fatto con le armi a bossolo metallico. Per la caccia si incomincia a parlare di etica del cacciatore e di sua necessaria bravura. In America vi è anche il vantaggio che usando armi ad avancarica, la stagione venatoria viene anticipata e posticipata potendo quindi usufruirne per un periodo più lungo. E non crediate che ci vadano solo a fagiani, ci cacciano normalmente anche i cervidi e l’orso sebbene, essendo concesso, la totalità dei cacciatori di quest’ultima specie ha sempre appresso un bel revolver di backup in un calibro molto robusto…non si sa mai…!!!
Sempre in America viene usato un sostituto della PN chiamato “Triple7” o “Pyrodex”, anche in forma di “pellets” ovvero cilindretti di peso determinato da comporre sino ad ottenere la dose voluta. In Europa non hanno avuto grande successo anche perché non hanno reali vantaggi sulla PN e non bisogna usarli a peso ma a volume quindi complicando le cose.
Veniamo al caricamento di un’arma a PN del tipo a percussione, la tipologia più diffusa, procedura che comunque è simile alle altre topologie cambiando solo il sistema di innesco. Per prima cosa, ad inizio seduta, si esplodono un paio di capsule a vuoto per pulire il luminello ed il canale di collegamento con la canna da eventuali tracce di olio. Poi si arma il cane (per consentire all’aria di uscire dalla canna) e si versa la dose di PN, preferibilmente con un lungo tubo che arrivi al vitone di culatta. Quindi si immette il semolino e la palla ingrassata o la sferica avvolta nella pezzuola (vietato assolutamente usare tessuto sintetico) facendola assestare sul semolino. E’ assolutamente necessario fare in modo che non si creino bolle d’aria tra la polvere e la palla pena guai “ca pala” (…con la pala…). Si porta l’arma in direzione del bersaglio e solo a questo punto si mette la capsula sul luminello e si tira, con conseguente fumata e proiezione di scintille. Un accenno al versamento della polvere…esso deve avvenire tassativamente da provette contenenti la dose necessaria e non direttamente dalla fischetta in quanto nella canna potrebbe essere rimasta qualche “vampulla” (in calabro dialetto è un scintilla) ancora incandescente che, incendiando la polvere farebbe propagare istantaneamente le fiamme alla fischetta facendola esplodere in mano. A caccia è ancora più tassativo l’uso delle provette anche per una questione di superiore praticità così come l’uso di provette contenenti il peso necessario di pallini. Sul banco non si tiene la lattina di PN ma solo le provette debitamente chiuse e distanti dalla volata della canna.
Potrebbe sembrare complicato ma in effetti non lo è. Si avvicina, come già detto, più ad un rito fatto di gesti lenti e misurati ma soprattutto consapevoli, un po’ come caricare la pipa…
Per ora niente foto, le farò prossimamente…
Ciao ed alla prossima puntata...
Nino
Avancarica…
Sollecitato da alcuni accenni tratti qua e la mi accingo a dare delle indicazioni terra-terra, giusto per saggiare una eventuale scintilla (mo ci vuole…) di interesse verso questo argomento.
Incominciamo a dire che il tiro e la caccia con le armi ad avancarica non sono affatto deceduti, sono solo appannaggio di un (sparuto??? Non credo…) gruppo di persone che traggono divertimento dall’usare metodi ormai inusuali che si avvicinano più ad un rito che ad operazioni di ricarica.
Non è come “imbottigliare” munizioni ma si avvicina quasi più all’alchimia.
Incominciamo dalle armi. Premesso che non consiglio a nessuno di usare armi d’epoca in quanto non riuniscono più i requisiti di sicurezza necessari e perché sarebbe un delitto sottoporre al rischio di distruzione un reparto storico. Oggi esistono più che ottime repliche di armi antiche molto ma molto più sicure degli originali. Sono costruite quasi esclusivamente in Italia, paese, il nostro, che gode del quasi monopolio di tale tipo di armi. Anche gli americani, in questo campo, si riforniscono da noi. L’acquisto e la detenzione di tali armi, se monocolpo, non hanno particolari formalità se non l’essere maggiorenni e l’esibizione di un documento d’identità al venditore. Non vanno denunciate e non vi è limite alla detenzione, sempre se monocolpo.
Esse sono di tre tipologie, a miccia in cui la polvere viene accesa da una vera e propria miccia montata su un cane a serpentina (è il tipo più arcaico), a pietra focaia dove l’accensione della polvere avviene per mezzo delle scintille provocate da una pietra focaia ed a percussione o a capsula (a “trubettu” qui da noi…), quelle più vicine alla nostra epoca. In queste si usa una capsuletta a forma di bicchiere (con sul fondo una miscela innescante) posta su un luminello e che viene schiacciata dal cane. E’ inutile negare che la pratica più “amichevole” è quella a percussione.
Diverso il discorso della Polvere Nera, unico propellente da usare in queste armi, assolutamente niente polveri infumi. Innanzi tutto è un vero esplosivo a differenza delle polveri senza fumo che solitamente usiamo e che bruciano in maniera variamente veloce. Provate ad accendere un piccolo mucchietto di PN ed una identica quantità di una qualsiasi polvere infume, vi renderete conto subito della differenza. Consiglio tuttavia di tenersi abbastanza lontani…
E’ una miscela di tre componenti in varie percentuali ovvero carbone, salnitro e zolfo, è fortemente igroscopica e, fondamentalmente, ha 4 graniture denominate “Fg”, “FFg”, “FFFg” e da ultimo “FFFFg” partendo dalla più grossa alla più fine. In verità esiste anche la “FFFFFg” ma è praticamente introvabile e sostituita dalla “FFFFg”. Ogni granitura ha un uso, in particolare quella più fine serve per innescare i bacinetti (lo scodellino dove vanno a finire le scintille generate dalla pietra focaia), quelle intermedie si usano nei fucili da caccia a piombo spezzato e nelle armi corte, quelle più grossolane nei grossi calibri lisci o rigati, intendendo per grossi quelli a partire dal .50. E’ necessario il P.A. per acquistarla e non pensate minimamente di farla in casa, è altissimamente rischioso.
Le palle che si usano sono “ESCLUSIVAMENTE” in piombo, niente lega, niente induritori. Ciò perche la loro base, sotto l’azione dei gas sviluppati dalla combustione della PN, deve potersi espandere e quindi aderire alla rigatura e prendere il movimento rotatorio. La palla deve essere ingrassata con le più ignobili misture dettate dalla fantasia ma il cui scopo, principalmente, è di lasciare morbide le abbondanti fecce generate dalla combustione della PN. E se uso una canna liscia? La palla deve essere lo stesso il piombo. I pallini vanno separati dalla carica di polvere con una borretta o con del semolino e sopra i pallini va messo un ulteriore cartoncino per non farli cadere.
Le palle sferiche, usabili soprattutto nelle canne lisce, sono calate in canna avvolte in una pezzuola ingrassata (alcuni la mettono in bocca e la masticano…che schifo!!!) che ha anche la funzione di far aderire la palla alla canna mentre le palle ogivali (tipo Miniè) non necessitano di pezzuola in quanto appena appena sotto calibrate rispetto al calibro. Anche con queste la PN va separata con un po di semolino, usualmente nella stessa quantità della PN.
Il tiro è diverso rispetto a quello che facciamo normalmente. Infatti tra lo schiacciamento della capsula de parte del cane e la partenza del colpo passa un tempuscolo non eccessivo ma apprezzabile e qui sta la bravura del tiratore, restare nella giusta punteria in questo lasso di tempo. Seguirà una grande fumata bianca, tanto da oscurare la vista del bersaglio, ed una gran puzza di zolfo che per me è profumo. Il rinculo alla spalla appare quasi più come una vigorosa spinta che un calcio di mulo.
La destinazione di questo sistema è naturalmente il tiro e la caccia. Per il tiro le finalità sono le stesse di quello fatto con le armi a bossolo metallico. Per la caccia si incomincia a parlare di etica del cacciatore e di sua necessaria bravura. In America vi è anche il vantaggio che usando armi ad avancarica, la stagione venatoria viene anticipata e posticipata potendo quindi usufruirne per un periodo più lungo. E non crediate che ci vadano solo a fagiani, ci cacciano normalmente anche i cervidi e l’orso sebbene, essendo concesso, la totalità dei cacciatori di quest’ultima specie ha sempre appresso un bel revolver di backup in un calibro molto robusto…non si sa mai…!!!
Sempre in America viene usato un sostituto della PN chiamato “Triple7” o “Pyrodex”, anche in forma di “pellets” ovvero cilindretti di peso determinato da comporre sino ad ottenere la dose voluta. In Europa non hanno avuto grande successo anche perché non hanno reali vantaggi sulla PN e non bisogna usarli a peso ma a volume quindi complicando le cose.
Veniamo al caricamento di un’arma a PN del tipo a percussione, la tipologia più diffusa, procedura che comunque è simile alle altre topologie cambiando solo il sistema di innesco. Per prima cosa, ad inizio seduta, si esplodono un paio di capsule a vuoto per pulire il luminello ed il canale di collegamento con la canna da eventuali tracce di olio. Poi si arma il cane (per consentire all’aria di uscire dalla canna) e si versa la dose di PN, preferibilmente con un lungo tubo che arrivi al vitone di culatta. Quindi si immette il semolino e la palla ingrassata o la sferica avvolta nella pezzuola (vietato assolutamente usare tessuto sintetico) facendola assestare sul semolino. E’ assolutamente necessario fare in modo che non si creino bolle d’aria tra la polvere e la palla pena guai “ca pala” (…con la pala…). Si porta l’arma in direzione del bersaglio e solo a questo punto si mette la capsula sul luminello e si tira, con conseguente fumata e proiezione di scintille. Un accenno al versamento della polvere…esso deve avvenire tassativamente da provette contenenti la dose necessaria e non direttamente dalla fischetta in quanto nella canna potrebbe essere rimasta qualche “vampulla” (in calabro dialetto è un scintilla) ancora incandescente che, incendiando la polvere farebbe propagare istantaneamente le fiamme alla fischetta facendola esplodere in mano. A caccia è ancora più tassativo l’uso delle provette anche per una questione di superiore praticità così come l’uso di provette contenenti il peso necessario di pallini. Sul banco non si tiene la lattina di PN ma solo le provette debitamente chiuse e distanti dalla volata della canna.
Potrebbe sembrare complicato ma in effetti non lo è. Si avvicina, come già detto, più ad un rito fatto di gesti lenti e misurati ma soprattutto consapevoli, un po’ come caricare la pipa…
Per ora niente foto, le farò prossimamente…
Ciao ed alla prossima puntata...
Nino